Nel giorno stesso della manifestazione sul diritto alla casa, abbiamo presentato in Consiglio di Municipio 3, insieme ad altre associazioni di territorio, la lettera che segue. Chiediamo a quel Municipio di prendere posizione – nei confronti dell’Amministrazione comunale – sulla necessità di adottare misure di contrasto ai processi di crescita dei valori immobiliari e espulsione dai nostri quartieri, processi che verranno accelerati con il rifacimento di piazzale Loreto. Chiediamo in primo luogo, la rinuncia a vendere case pubbliche in viale Lombardia 65 avviando al contempo progetti di riqualificazione di quel complesso storico di edilizia popolare. Analoga lettera con analoghe richieste presenteremo in Municipio 2 a metà luglio. Seguiremo il percorso delle nostre richieste nei due consigli accompagnandolo con altre iniziative pubbliche.
AGGIORNAMENTO DEL 7/1/2026
LORETO PUBBLICA, OK DAL MUNICIPIO 2
La lettera inviata a luglio da Abitare in via Padova e altre associazioni del quartiere al Municipio 2, ha finalmente ottenuta risposta con l’approvazione di una mozione sul tema della precarietà abitativa in zona (seduta di Consiglio del 17 dicembre 2025) votata dalla maggioranza.
La lettera sollecitava una presa di posizione politica del Municipio sulla crisi abitativa e la necessità di porvi rimedio con provvedimenti mirati, anche per far fronte alla crescita dei valori immobiliari indotta dai diversi interventi di riqualificazione annunciati sulla zona, primo fra tutti quello di Piazzale Loreto.
La risposta del municipio, conferma come ben riposto il nostro impegno, a sforzarci di portare anche dentro alle istituzioni la discussione pubblica: benché le competenze dei municipi siano limitate, è importante che la rilevanza del tema venga riconosciuta e che alcune proposte vengano accolte come valide in Consiglio.
La mozione approvata dichiara la necessità di contrastare gli effetti torsivi della riqualificazione urbana attraverso una regia pubblica e si esprime positivamente su alcune delle nostre proposte: l’acquisizione pubblica di edifici abbandonati (sia pubblici che privati) da adibire ad uso sociale, l’abbassamento della soglia di superficie per le nuove costruzioni che prevede la realizzazione di alloggi sociali.
Nella mozione viene auspicato, un ruolo maggiore del Municipio, anche con l’obiettivo di perseguire un decentramento amministrativo efficace, e un coinvolgimento reale dei cittadini nelle decisioni del Comune sugli interventi urbanistici nel territorio. Nel testo, il Municipio dice stop alla vendita del patrimonio residenziale pubblico, anche se poi non si esprime su viale Lombardia 65, un’ombra sulla quale speriamo si possa fare al più presto ulteriore luce.
Considerati tutti i limiti del caso, riteniamo, ciononostante, che la mozione approvata dal Municipio 2 rappresenti un passo in avanti collettivo, nella discussione pubblica, anche dentro alle istituzioni, rispetto al tema dell’emergenza abitativa. Ora quello che ci aspettiamo è che i contenuti approvati nella mozione vengano presi sul serio e diventino oggetto di confronto tra Giunta Comunale e Municipio.
E lo stesso auspichiamo che accada anche per il Mercato Comunale di via Crespi, dove la discussione pubblica sostenuta dalle istituzioni, al momento, non è stata all’altezza delle dichiarazioni di intenti espresse in una mozione specifica sul tema.
Allo stesso tempo esortiamo Comune e amministrazione ad agire tempestivamente sull’ emergenza abitativa nei quartieri, visto il crescente numero di sfratti e sgomberi operati negli ultimi mesi e settimane.
Crediamo che l’unico modo per assicurare dignità e sostenibilità agli abitanti e alle famiglie sia quello di favorire il passaggio da casa a casa, implementando l’offerta pubblica di case accessibili per ogni fascia di reddito.
Chiediamo casa e una città per tutt*!

AGGIORNAMENTO DEL 2/12/2025
VIALE LOMBARDIA 65: GIÙ LE MANI DALLE CASE POPOLARI!
L’estate scorsa, a luglio, come Abitare in via Padova e Mutuo Soccorso Milano abbiamo portato all’attenzione dei Municipi 2 e 3, quali istituzioni di prossimità, i temi della precarietà abitativa, dell’emergenza sfratti, del recupero dei vuoti e della rigenerazione urbana, connessi al progetto di riqualificazione di piazzale Loreto.
Mentre ancora tutto tace in Municipio 2, dal Municipio 3 la maggioranza ha deciso di approvare, con l’astensione dei consiglieri di Alleanza Verdi Sinistra, una mozione sulle politiche abitative che disattende le aspettative e le richieste, in particolare sulle case MM di viale Lombardia 65.
Sulle case Aler, di Regione Lombardia, il Municipio si è espresso con rigore, in linea con le proposte degli inquilini e di Mutuo Soccorso Milano – giocoforza il fatto che il comune non ne abbia diretta responsabilità -, mentre su viale Lombardia 65 si è deciso di contraddire l’odg votato il 25 luglio 2025 in Consiglio Comunale, presentato dal Consigliere Comunale Federico Bottelli, in cui si parlava di preservare viale Lombardia 65 in quanto patrimonio pubblico, ristrutturando gli alloggi vuoti per restituirli alla collettività in risposta all’emergenza abitativa.
La mozione del Municipio 3 chiede di tener conto “ove possibile, della richiesta di acquisto a titolo privato formulata da una parte degli inquilini dello stabile…in conformità alle disposizioni normative e regolamentari”. Si tratta di una trentina di appartamenti ERP in cui la possibilità di acquisto privato rappresenterebbe una riduzione effettiva di patrimonio residenziale pubblico per il quartiere.
La mozione nulla dice a proposito di quanto deciso con la Delibera di Giunta del 9 ottobre 2025, dove si sostiene “la valorizzazione, in alternativa all’alienazione prevista dalla L.R. 16/2016, di compendi inseriti nel PAVI (es. complesso di viale Lombardia 65), limitandola agli appartamenti attualmente non occupati e dunque effettivamente disponibili”: un testo che fa riferimento ad una valorizzazione in edilizia residenziale sociale per noi problematica, che non esclude l’acquisizione privata.
In una zona ad alta tensione abitativa come quella in cui abitiamo, dove l’esecuzione di sfratti e i fenomeni espulsivi sono all’ordine del giorno, ci chiediamo come si possa pensare che vendita e valorizzazione rappresentino due opzioni valide contro la precarietà abitativa. Allo stesso modo troviamo indifendibile che questi 30 alloggi, ora legittimino il Piano Casa Straordinario andando a danneggiare chi attende in graduatoria.
Abbiamo chiesto che si parlasse di casa in Comune e in Municipio, ma se questa è la risposta e queste sono le proposte, ci sembra che non resti molto da aggiungere, dopo il regalo di San Siro a due fondi speculativi internazionali, dopo un Piano Casa Straordinario che ci appare ancora accartocciato su se stesso.
È tempo di cambiare le cose!
Sabato 22 novembre eravamo in piazza in tante e in tanti per rivendicare un’altra città insieme a sindacati, comitati, movimenti e studenti.
La mobilitazione continua. Da quartiere a quartiere, per tutta la città. Milano deve cambiare e può farlo.
Chiediamo Casa e una città per tutt*!
Viale Lombardia 65 è di tutt*!
Giù le mani dalle case popolari!
