Marciamo insieme verso il diritto alla casa!

Invitiamo tutte le realtà sociali e politiche, i sindacati, le associazioni, le collettive, i comitati, i movimenti e le/i singol* abitant* mercoledì 20 a mosso Milano alle ore 20.30 a riprendere il discorso per proseguire il percorso iniziato con la due giorni “Abitare è un diritto!”. A pochi mesi dalla scadenza dell’iter per la revisione del Piano di governo del territorio e a poche settimane dall’ultimo sgombero di un’occupazione abitativa a cui l’amministrazione non ha saputo offrire soluzioni alternative, ci sembra doveroso rilanciare la piattaforma sintetica emersa a luglio, l’idea della costituzione di un coordinamento metropolitano e la costruzione di una mobilitazione pubblica che sappia dare voce ai bisogni emergenti di lavoratori, studenti e abitanti a partire dal protagonismo dei territori.

Vi aspettiamo quindi mercoledì 20 a Mosso Milano, in Sala Capriate, per riprendere a marciare insieme verso il diritto alla casa e la città orizzontale.

 ABITARE È UN DIRITTO! 

Discutere, condividere, organizzarsi.

Per una piattaforma metropolitana orizzontale.
Uno sguardo plurale, dai quartieri alla città.

PROGRAMMA

1/ 2 luglio presso il Parco Trotter e mosso, una due giorni sul diritto alla casa e il diritto alla città.

📌 Un panel, quattro laboratori tematici e due tavole rotonde per discutere collettivamente dell’emergenza casa.

♻️📢 A partire dal territorio e dall’esperienza diretta di abitanti, studenti, lavoratori e residenti costruiamo una prospettiva condivisa della Milano solidale e inclusiva, verso un’azione comune coordinata e partecipata.

SABATO 1 LUGLIO

10 h
🟥 Saluti e presentazione a cura del comitato Abitare in via Padova

10 h 30
🟥 Panel (€) Turismo e città vetrina. Come regolamentare le locazioni turistiche con OCIO – Osservatorio CIvicO indipendente sulla casa e sulla residenzialità e Alta Tensione Abitativa.

11 h 30 – 13 h
🔻 Workshop (1) Abitare pubblico.
Quale futuro per il patrimonio residenziale pubblico.

11 h 30 – 13 h
🔻 Workshop (2) Abitare in affitto.
Come fronteggiare il caro affitti del mercato libero.

14 h 30 – 16 h 30
🔴 Tavola Rotonda (#) Abitare il quartiere. Narrazioni e complicità a partire dal territorio.

DOMENICA 2 LUGLIO

10 h – 11 h 30
🔻 Workshop (3) Abitare informale.
Quali strategie per strutturare percorsi emersivi.

10 h – 11 h 30
🔻 Workshop (4) Abitare alternativo. Cooperazione sociale e modelli alternativi.

11 h 30 – 13 h 30
🔴 Tavola Rotonda (#) Abitare la metropoli. Convergenze per una Milano orizzontale.

Siateci, #abitareèundiritto lottiamo insieme per il diritto alla casa e il diritto alla città!

MILANO, SI PUÒ FARE! Abitare alternativo: modelli in azione

La scarsità di alloggi a prezzi accessibili è un problema serio e in costante crescita in tutta Europa. Un problema sia per le fasce più fragili della popolazione, sia per il ceto medio via via espulso dalle città a causa di processi speculativi che incoraggiano l’accumulazione e favoriscono i grandi gruppi della finanza. Se gli Stati solo ora pongono al centro il tema dell’abitare nei processi di city-making e rigenerazione urbana, per far fronte a questo problema già dagli anni Novanta sono nate pratiche community-led capaci di concretizzare valori quali la sussidiarietà, la democrazia e la cooperazione in risposta ai nuovi bisogni dei cittadini.

L’obiettivo delle nuove comunità è quello di trasformare gli immobili da merce in bene comune, per rilanciare così un mercato virtuoso in cui la maglia dei diritti di cittadinanza si allarga e in cui i rapporti umani si fanno più vivaci. In questo modo il mercato immobiliare è valorizzato non per il profitto che genera, ma per essere l’epicentro di una città più inclusiva, accessibile e accogliente.

Silvia Cafora, del Politecnico di Torino, partendo dal testo da lei curato “Abitare alternativo, modelli in azione”, ci presenterà un atlante di progetti europei e internazionali di abitare collaborativo, analizzando tre città particolarmente attive e interessanti – Barcellona, Zurigo e Bruxelles – e la situazione italiana.

🏘ABITARE ALTERNATIVO: MODELLI IN AZIONE

👩‍🏫 Con Silvia Cafora, Interuniversity Department of Regional and Urban Studies and Planning del Politecnico di Torino.

🕡 Alle ore 18.30, a mosso, in via Mosso 3, angolo via Padova.

MILANO, SI PUÒ FARE! Amsterdam: l’alloggio sociale e la questione degli studenti

Come molte città europee, anche ad Amsterdam abitare è diventato sempre più difficile. Valori in crescita e forte pressione turistica hanno nel tempo messo alla prova una città caratterizzata da una tradizione fatta sia di riconoscimento del diritto all’abitare, sia di partecipazione e sperimentazione nell’ambito delle politiche della casa.

Amsterdam, è nota soprattutto per la sua vasta quota di alloggi sociali che si accompagna ad un’altra caratteristica qualificante: la proprietà pubblica dei suoli. Questo oggi non basta e per rispondere all’avanzare della crisi abitativa sono stati introdotti diversi cambiamenti sia a livello nazionale sia a livello locale.

La regolazione degli affitti è stata estesa all’insieme dell’offerta, si è cercato di imporre il ritorno del (poco) sfitto che esiste sul mercato e per gli affitti brevi sono stati posti dei limiti stringenti. Ma il grosso della risposta ai problemi emergenti dipende ancora dal vasto settore dell’alloggio sociale, connesso alla domanda crescente che arriva dagli studenti che sono oggetto di politiche specifiche mai così attuali oggi a Milano.

🏘 AMSTERDAM: L’EREDITÀ E IL PRESENTE DELL’ALLOGGIO SOCIALE PER TUTTI E LA QUESTIONE DEGLI STUDENTI
👩‍🏫 Con Federico Savini, Università di Amsterdam.
🕘 Alle ore 18.30, presso la ex chiesetta del Trotter (accesso dal parco o da via Mosso 7)

MILANO, SI PUÒ FARE! Parigi e le politiche per il patrimonio pubblico

A Parigi, la pressione sul mercato della casa – sia su quello dell’acquisto sia su quello dell’affitto – è fortissima e con pochi paragoni al mondo. Fra finanziarizzazione immobiliare, pressione turistica ed elevatissima domanda residenziale, i valori sul mercato libero sono aumentati a dei livelli che vanno ben oltre le possibilità non solo dei ceti popolari ma anche delle classi medie.

In questo quadro, una legge nazionale impone ai comuni di raggiungere una quota di almeno il 25% di alloggi sociali sul totale di quelli presenti. Per raggiungere questo obiettivo, il comune di Parigi utilizza una varietà di strumenti, fra i quali una regolazione del livello degli affitti e delle misure volte a ridurre l’uso turistico del patrimonio residenziale. Ma gli strumenti più rilevanti e peculiari riguardano la gestione ed espansione del patrimonio abitativo pubblico.

In particolare, la società Paris Habitat – di proprietà del Comune di Parigi – gestisce un vasto patrimonio pubblico che accresce attraverso acquisizioni di immobili privati, il recupero e la trasformazione di interi edifici sempre privati e anche la costruzione di nuovi immobili. Di frequente tutto questo accade in quartieri nei quali il Comune – attraverso Paris Habitat – ha un potere di prelazione che gli permette di acquistare immobili privati e trasformarli in alloggi sociali. Anche se non sono sufficienti a risolvere la crisi abitativa, a Parigi – diversamente dalle città italiane – queste politiche permettono di accrescere e non diminuire il patrimonio pubblico.

🏘 PARIGI E LE POLITICHE PER IL PATRIMONIO PUBBLICO
👩‍🏫 Con Alice Sotgia, École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.
🕡 Alle ore 18.30, in diretta sulla nostra pagina.

MILANO, SI PUÒ FARE! Barcellona e il diritto all’abitare dopo la crisi

Come molte città dell’Europa meridionale, quanto al modo di accedere alla casa, Barcellona non è molto diversa da Milano. Poco più del 60% dei nuclei familiari vivono in una casa di loro proprietà o su cui hanno un mutuo. Le case in affitto sono troppo poche, costose e, nell’ultimo decennio, sono state anche sempre più contese fra abitanti e turisti. Questo a fronte di un’offerta di edilizia pubblica molto limitata, e significativamente inferiore a quella di Milano.

La crisi abitativa è stata all’origine di un cambiamento politico maggiore, con l’elezione di un’attivista contro i pignoramenti e per il diritto all’abitare – Ada Colau – a Sindaca della città. Sebbene fra mille ostacoli e poche risorse, da allora l’amministrazione ha portato avanti diverse iniziative che puntano a invertire la rotta dell’abitare in città, alcune delle quali sono di grande interesse per chi si occupa di abitare a Milano.

La città ha ripreso a costruire edilizia pubblica. Ha introdotto una delle più stringenti regolazioni degli affitti brevi e proposto una regolazione degli affitti ordinari che, tuttavia, in gran parte dipende da decisioni nazionali. Infine, ha inserito l’obbligo di prevedere il 30% di alloggi sociali in qualsiasi nuova realizzazione o ristrutturazione di edifici esistenti.

🏘 BARCELLONA E IL DIRITTO ALL’ABITARE DOPO LA CRISI
👩‍🏫 Con Iolanda Bianchi, Urban Studies Institute dell’Università di Anversa.
🕡 Alle ore 18.30, in diretta sulla nostra pagina.

Nel ventre di Milano

A quale benessere corrisponde il modello di sviluppo che Milano rappresenta? Cosa significa oggi arrivare a Milano per studiare o per lavorare? Milano è ancora una città che accoglie, integra e consente di realizzare i propri progetti? Come si sta trasformando la metropoli e qual è il costo sociale della sua riprogettazione? Risponde ai bisogni di tutti o rischia di allontanare chi oggi vive nelle periferie?

Martedì 18 aprile, alle 21, proiettiamo a mosso “Nel ventre di Milano”, un documentario sull’altro volto della città più ricca d’Italia.

A seguire, si confrontano con noi i due registi: Adamo Mastrangelo e Alfredo Comito.

DUE PAROLE SUL PIANO CASA

Ci siamo presi del tempo per studiare la strategia e il nuovo Piano Casa che sono stati presentati al Forum dell’Abitare dal Comune di Milano qualche settimana fa e le loro implicazioni per la questione abitativa nel nostro quartiere e nella città nel suo insieme.

Nel frattempo abbiamo incontrato gli abitanti di Via Siusi sgomberati proprio in quei giorni, con i quali abbiamo iniziato un confronto politico profondo, e per i quali chiediamo risposte insieme alla rete solidale Ci Siamo, a partire dalla constatazione che, al momento, non esistono strumenti adeguati che possono rispondere all’emergenza abitativa in cui si trovano le persone coinvolte, pur trattandosi di lavoratori e famiglie in regola, impiegati in servizi essenziali per la città e sul territorio.

Tornando al Forum, ci hanno colpito le sue modalità poco interattive e il livello di partecipazione relativo da parte dei soggetti sociali, che non hanno avuto alcun protagonismo. Abbiamo deciso però di non soffermarci sull’evento in sé, quanto di ragionare nel merito.

Valutiamo quasi sorprendente il cambio di registro avvenuto nell’amministrazione rispetto al disagio abitativo crescente. Solamente qualche mese fa, davanti alla raccolta di un migliaio di firme, da parte del comitato Abitare in via Padova, l’Assessore Maran aveva sostenuto che la questione casa non interessasse a nessuno, perché i milanesi erano in grande maggioranza proprietari. Successivamente il tema invece è esploso e il problema si è imposto nell’agenda della giunta Sala, oltre che di altri comuni italiani, grazie anche all’attenzione mediatica riservata dai principali canali mainstream.

Quello che è emerso dalla kermesse sono state una serie di suggestioni riguardo ad eventuali soluzioni che il Comune vorrebbe applicare per provare a tamponare l’emergenza, tutte più o meno volte nella stessa direzione: non essendoci soldi per rendere abitabili gli alloggi ERP vuoti, anche perché in questi anni si è preferito puntare ad attrarre grandi investitori immobiliari con oneri di urbanizzazione tra i più bassi d’Europa piuttosto di aumentare tali oneri reinvestendoli in edilizia pubblica, ora MM ricerca manifestazioni d’interesse tra i privati ai quali vorrebbe appaltare i costi degli alloggi da ristrutturare. Sulle nuove costruzioni invece la misura principale messa in campo resta quella dell’edilizia convenzionata, dove per prima cosa andrebbero aumentati i vincoli e i controlli per quanto riguarda la compravendita, troppo spesso terreno di abusi.

In questo senso sarebbero da declinare le “case dei lavoratori”: che siano poi delle imprese a sobbarcarsi le spese delle ristrutturazioni (si è parlato per lo più di società partecipate dal Comune come ATM e AMSA) o invece lavoratori privati garantiti da stabilità contrattuale, che avrebbero già accesso all’housing sociale, rappresenta un passaggio non banale o per lo meno discutibile, visto che si rischia in questo modo di escludere proprio chi sta peggio, in favore del ceto medio.

Sicuramente una delle cose che il Comune di Milano potrebbe fare è abbassare la soglia al di sotto della quale è obbligatorio prevedere quote di edilizia sociale nelle nuove realizzazioni immobiliari. Una iniziativa di questo genere, sul modello di Vienna e di altre città, sarebbe di particolare importanza per il nostro quartiere e per altri quartieri come il nostro dove le nuove realizzazioni, piccole e diffuse, non prevedono alcun nuovo alloggio sociale, non dando così risposte ai ceti medi e popolari oggi a rischio di espulsione. O prevedere sulle nuove costruzioni in edilizia convenzionata una quota maggiore di appartamenti a canone agevolato, gestiti da un’agenzia pubblica. L’agenzia potrebbe adempiere al recupero di stabili degradati attraverso l’acquisizione di alloggi abbandonati o all’asta, da affittare a canone calmierato o da adibire a strutture abitative per lavoratori precari e per studenti. Anche questa iniziativa, presente fin dall’inizio nella piattaforma di Abitare in via Padova, sarebbe di grande importanza per il nostro quartiere e per quartieri che vivono difficoltà simili.

L’idea della regolamentazione degli affitti brevi, presentata a Venezia da Ocio il 18 marzo, all’interno della campagna Alta Tensione Abitativa, è fondamentale secondo noi, perché regolare le locazioni turistiche, a partire dalle esigenze specifiche dei comuni, ci sembra cosa urgente e inevitabile. Particolarmente efficaci, da questo punto di vista, si sono dimostrati il modello spagnolo di Barcellona, quello olandese di Amsterdam e il portoghese di Lisbona, che intervengono a limitare realmente la presenza di alloggi turistici attivi nell’area urbana.

Come abbiamo scritto poi nella nostra “Carta dei diritti degli abitanti per una Milano orizzontale”, presentata da Abitare in Via Padova in concomitanza col Forum, a cui hanno aderito diverse realtà sociali, politiche, sindacali e studentesche, il diritto alla casa deve essere riconosciuto a tutte e a tutti, senza lasciare nessuno indietro. La casa è una questione pubblica per questo servono politiche adeguate.

Non esistono ricette precostituite per risolvere un fenomeno complesso e stratificato come la precarietà abitativa, per quanto ci riguarda, ma possono essere attuate con puntualità misure che, attraverso la #regolamentazione del mercato libero, il ripensamento dell’housing pubblico e un suo potenziamento, l’introduzione di un sistema progressivo di incentivi-deterrenti, ci permettano di intervenire sul problema, provando realmente a cambiare le cose, come abbiamo indicato nelle “quattro mosse” per una città orizzontale.

Il diritto alla casa è il diritto alla città: si tratta di decidere adesso in che tipo di città intendiamo vivere in futuro se nella Milano solidale, inclusiva, plurale e meticcia insieme o nella città vetrina, asettica, esclusiva ed escludente, da soli con chi se lo potrà permettere.

MILANO, SI PUÒ FARE! Vienna e le politiche per l’affitto sociale

Vienna è la capitale europea dell’affitto e in particolare dell’affitto sociale. Poco meno dell’80% dei viennesi vivono in affitto e fra questi poco meno della metà vivono in una casa di proprietà pubblica oppure convenzionata con l’amministrazione comunale. Ma la crisi abitativa morde anche a Vienna con affitti in forte aumento – specie nel settore privato – a fronte di una popolazione che non cessa di aumentare.

Discuteremo quindi di quali risposte sono state avanzate di recente ed in particolare di quelle che sono di particolare interesse per chi si mobilita per il diritto all’abitare in via Padova e a Milano: le politiche di rigenerazione “controllata” dei quartieri per proteggere l’offerta in affitto e controllare il livello degli affitti, il rilancio della costruzione di case pubbliche e l’obbligo di prevedere una quota sostanziale di alloggi pubblici o convenzionati anche in nuove realizzazioni immobiliari di piccole e medie dimensioni.

🏘 VIENNA E LE POLITICHE PER L’AFFITTO SOCIALE
👩‍🏫 Con Constanze Wolfgring, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.
🕡 Alle ore 18.30, a mosso, in via Mosso 3, angolo via Padova.

START WEARING PURPLE!

Venerdì 24 marzo alle 20.00 presentiamo al Cinema Beltrade “Start wearing purple”, un documentario che racconta la storia del movimento nato dal basso per promuovere il referendum sulla casa a Berlino nel 2021 e le sue modalità di resistenza quotidiana: partire dal microcosmo di una città per guardare ai grandi problemi strutturali della società e innescare così un desiderio di cambiamento.

Sarà con noi Berta del Ben, attivista della campagna “Deutsche Wohnen & Co. enteignen”, con cui avremo occasione di fare due chiacchiere al termine della proiezione.

Per informazioni e biglietti: https://bandhi.it/…/production/start-wearing-purple/