Perché il diritto a un'abitazione dignitosa sia garantito a tutte le persone che scelgono di vivere a Milano, a partire dai nostri quartieri, che hanno visto in questi anni un'impennata insostenibile dei prezzi di affitto e compravendita.
Segnaliamo come realtà del quartiere che si occupa attivamente di abitare in Municipio 2 e in città l’iniziativa di CURA Lab all’ex Chiesetta del Trotter.
PRIMO INCONTRO – Chi abita i quartieri?
Al via il ciclo di incontri “Tra via Padova e viale Monza. Prospettive sui quartieri”!
In questo primo appuntamento presenteremo la ricerca “Oltre la soglia. Un’indagine sull’abitare nei quartieri tra via Padova e viale Monza”. A seguire, discuteremo insieme alcuni dati sul profilo sociale e demografico del territorio.
Mercoledì 5 febbraio
Ore 18:00
Chiesetta del Parco Trotter (Via Angelo Mosso 7)
Ti aspettiamo per confrontarci e approfondire insieme questi temi!
Il Piano Casa Straordinario del Comune di Milano presenta segni sia di continuità che di discontinuità in relazione alle politiche abitative seguite fino ad oggi.
Da una parte, il piano riconosce l’inadeguatezza delle politiche condotte fino ad ora e l’incapacità di molta parte dell’attuale edilizia residenziale sociale di rispondere alla domanda abitativa non solo dei ceti popolari ma anche di gran parte dei ceti medi. Ugualmente, propone strumenti – quale il diritto di superficie novantennale e una nuova definizione di edilizia residenziale sociale – innovativi e in discontinuità con quanto fatto fino ad ora.
Dall’altra, il piano non assume fino in fondo tale valutazione critica del pregresso rinunciando così ad assumere una strategia complessiva che riguardi i tanti aspetti della crisi abitativa ed i fattori che la producono, fra i quali il sotto-finanziamento strutturale dell’edilizia residenziale pubblica e la sregolazione degli affitti brevi e turistici. Allo stesso modo, riconferma politiche che hanno contribuito ad aggravarla, quali l’alienazione del patrimonio pubblico nelle aree centrali della città.
Siamo consapevoli che alcuni degli aspetti citati – la limitazione degli affitti brevi, quella più ampi degli affitti a libero mercato, l’assenza di un canale nazionale di finanziamento dell’edilizia pubblica – non siano di diretta né esclusiva competenza comunale, ma pensiamo che il comune possa fare di più per rivendicare interventi a livello nazionale e nello sperimentare soluzioni che prefigurino misure da realizzare poi a livello nazionale.
Nello specifico di quanto proposto nella delibera programmatica intendiamo sollevare alcune questioni critiche. Se risolte, il piano può – nonostante i limiti evocati – rappresentare un passo in avanti importante nella giusta direzione.
In particolare, occorre:
1) prevedere nelle aree individuate anche la realizzazione di alloggi, sia di ERP sia di ERSC, di diretta iniziativa pubblica che rimangano di proprietà comunale. La costruzione degli ultimi alloggi di iniziativa comunale risale ad oltre vent’anni fa, e l’uso di aree di proprietà pubblica – la risorsa più preziosa di cui disponiamo in città – non può che essere associato anche ad una diretta iniziativa pubblica che affianchi e integri quella del settore cooperativo e di altri attori;
2) definire meglio la composizione prevista dell’offerta di alloggi, assicurando un’offerta diversificata maggioritariamente in affitto e che dia risposte – non solo alla graduatoria dell’ERP ed all’emergenza abitativa – anche attraverso l’iniziativa diretta – ma anche alla fascia più bassa nell’intervallo di prezzo individuato nella delibera;
3) chiarire i termini di composizione della platea delle persone eleggibili alla nuova offerta di alloggi realizzata nell’ambito del piano, privilegiando in particolare la formazione di una graduatoria pubblica gestita direttamente dal comune che assicuri l’inclusione di profili sociali più fragili;
4) sperimentare forme di tassazione degli immobili vuoti attraverso una ridefinizione delle aliquote IMU e di altre forme di intervento quali quelle proposte – nel caso del Comune di Torino – nell’ambito della delibera di iniziativa popolare “Vuoti a rendere”;
5) revocare la scelta di procedere con l’alienazione del patrimonio pubblico nelle aree centrali della città. Una scelta sbagliata per le sue premesse – l’idea che chi non è benestante debba necessariamente vivere in periferia – ed inefficiente, perché porta il comune ad alienare interi edifici mentre lamenta gli alti costi di gestione del suo patrimonio collocato in condomini misti. Più complessivamente, il comune deve procedere ad una mappatura di tutto il patrimonio dismesso – non solo quello residenziale – ed avviare studi di fattibilità per la sua conversione in alloggi sociali destinati ad una platea vasta, che ricomprenda i destinatari dell’ERP e dell’ERSC.
INCONTRIAMOCI PER UN MOMENTO DI AUTOFORMAZIONE E DI DISCUSSIONE CONDIVISA
Nel Piano Casa presentato dal nuovo Assessore alla Casa Guido Bardelli, approvato dalla Giunta Comunale lo scorso ottobre, si annunciano diverse iniziative, alcune in modo chiaro, altre molto meno.
Fra queste ci sono la realizzazione di 10.000 alloggi in “Edilizia Residenziale Sociale Calmierata” su aree di proprietà pubblica, l’alienazione e la valorizzazione del patrimonio residenziale pubblico nelle aree più centrali della città ed il congelamento del piano di conferimento del patrimonio di alloggi pubblici di proprietà del comune ad un fondo gestito da Invimit.
Molte cose, incluse in questo piano, vanno chiarite perché risultano poco comprensibili. Sarà in grado questo piano di rispondere al così acuto bisogno di alloggi che da tempo denunciamo in città? Quale sarà il livello dei canoni? Chi produrrà i nuovi alloggi? Quale sarà il destino del patrimonio attuale di alloggi sociali? E per i quartieri senza aree pubbliche il destino qual è?
Come Chiediamo Casa e Abitare in Via Padova sentiamo il bisogno di promuovere un incontro di autoformazione e di confronto, aperto al pubblico e alla cittadinanza, con la partecipazione di espert3 ed attivist3.
Per questo ci vediamo il 10 Dicembre alle ore 18.30 presso il circolo Lato B in Via Pasubio 14 (Moscova/Garibaldi M2).
L’attivismo, si sa, ha dei costi, spesso non indifferenti, in termini di tempo, risorse, energie.
Ti chiediamo per questo un sostegno, anche piccolo, per continuare a supportare la nostra battaglia (che speriamo sia anche la tua!) per il diritto all’abitare e un altro modello di città: inclusiva, equa e accessibile.
Ma perché già che ci siamo non cogliere l’occasione per trasformare questo momento in un’opportunità utile anche per fare festa tutt3 insieme?
Per questo siamo lieti di invitarti al SUPER MEGA PARTY di autofinanziamento con ABITARE SOCIAL CLUB giovedì 28 novembre alle ore 19 a @mosso
Ci sarà un aperitivo con offerta libera e poi la possibilità di partecipare prima ad un quiz musicale squadre a cura di @quasi___quasi e poi ad un’estrazione a premi, con tante belle sorprese donate dagli esercenti del quartiere e da abitanti supporter di Abitare in Via Padova.
Cosa aspetti?
Non ci pensare, segna la data sul calendario e vienici a trovare, ci divertiremo un casino!
Sarà l’occasione per parlare e confrontarsi con movimenti urbani di altre città italiane come OCIO – Osservatorio CIvicO indipendente sulla casa e sulla residenzialità, Pensare Urbano, Nonna Roma e Vuoti a Rendere, per fare il punto con i gruppi studenteschi sugli studentati e vedere le belle immagini di Mutuo Soccorso Milano APS e Milano Invisibile che raccontano l’abitare da un occhio diverso con la mostra nel bar portierato, e la mattina del 19 con il film di Andrea Segre “Welcome Venice” a cui facciamo in bocca al lupo per il suo nuovo film che viene presentato alla Festa del Cinema di Roma.
Giovedì invece iniziamo con la presentazione del libro di Marco Peverini e Massimo Bricocoli di OCA con una domanda giusta, puntuale e legittima “Milano, per chi?”. Facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Ma soprattutto: “Milano, ci stiamo?”
Domenica 22 settembre dalle 12 alle 15 “Fuori di festa, dal quartiere per il quartiere!”
Invitiamo famiglie, giovani e tutte le persone della zona a partecipare a una festa di strada con giochi e letture per bambini, ciclofficina, musica e buon cibo, per un pranzo da condividere insieme. Qualcosa la prepariamo noi, il resto ti proponiamo di portarlo e di metterlo a disposizione di chi vorrà unirsi alla festa.
Riappropriamoci della strada e dello spazio pubblico come bene collettivo. Abitare un territorio significa costruire spazi di inclusione e momenti conviviali, essere comunità. La qualità del nostro vivere e stare insieme dipende dall’accesso a un alloggio dignitoso oltre che dalla solidità delle reti sociali che costruiamo quotidianamente.
Per questo vi invitiamo a incontrarci, a conoscerci e a riconoscerci. Facciamo festa insieme! Fuori di festa!
Fino a 25 mila case sottratte a chi studia, lavora e vuole vivere a Milano, basta speculazione: limitiamo subito gli affitti turistici!
A pochi giorni dall’inizio della Design Week chiediamo di regolamentare il mercato degli affitti brevi. Chiediamo casa per tuttə e una città inclusiva!
Ci vediamo sotto gli uffici di Airbnb in Via Sassetti 32 in zona Isola a Milano.
Sabato 13 aprile START 17 h
Chiediamo Casa è una campagna cittadina di sensibilizzazione sul diritto alla casa promossa da: Abitare in Via Padova, Sicet Milano, Unione Inquilini Milano, Sai Che Puoi, AttivaMI, Lato B, Udu Milano, Mutuo Soccorso Milano, CSOA Lambretta, Rete della Conoscenza Milano, Rebelot, Terna Sinistrorsa, UGS, Architetti Senza Frontiere
Sabato 23 marzo facciamo un giro per la Milano in vendita.
Partiamo insieme da Piazzale Loreto per fare un giro-racconto del quartiere tra Viale Monza e Via Padova, un territorio che abitiamo e dove molte cose stanno cambiando e per questo meritano di essere messe sotto la lente d’ingrandimento.
In questa corsa a tappe passeremo:
VIA TEMPERANZA dall’Albergo delle Nazioni in un edificio privato che giace vuoto e abbandonato da più di dieci anni quando i regolamento edilizio del Comune di Milano imporrebbe l’intervento del comune dopo pochi anni
VIA MARCO AURELIO nei pressi di un cantiere di un nuovo progetto edilizio che, come tutti i progetti immobiliari in corso di realizzazione a Milano, contiene zero – zero! – alloggi sociali
VIALE LOMBARDIA dove esiste un intero complesso di case popolari, di proprietà di MM, gestore pubblico del Comune di Milano, che ha fatto la storia della città, pronto ad essere svenduto in un quartiere con pochissimi alloggi pubblici
VIA LULLI Concluderemo il nostro tour nei caseggiati tra Via Lulli e Via Porpora dove si trovano molto alloggi popolari – di proprietà di ALER per Regione Lombardia – lasciati da anni a degradare, senza investimenti e manutenzione, a rischio alienazione.
Un’altra città è possibile! Chiediamo di vivere in quartieri inclusivi, più vivibili per tuttə e non soltanto per chi se lo può permettere: per questo occorrono politiche pubbliche, strumenti adeguati e piani di quartiere sull’abitare.
Chiediamo:
– il congelamento della proposta sulla “Società Casa” e rifiutiamo il coinvolgimento di un fondo immobiliare per gestire il patrimonio residenziale pubblico – l’arresto immediato di qualsiasi progetto di vendita delle case popolari e la loro riqualificazione e relativa assegnazione – l’acquisizione pubblica di immobili abbandonati e la loro conversione in edilizia residenziale pubblica – la previsione obbligatoria di alloggi in affitto accessibile nelle nuove costruzioni private e l’istituzione di un’agenzia sociale per l’affitto