Perché il diritto a un'abitazione dignitosa sia garantito a tutte le persone che scelgono di vivere a Milano, a partire dai nostri quartieri, che hanno visto in questi anni un'impennata insostenibile dei prezzi di affitto e compravendita.
Insieme possiamo garantire che una madre con cinque figlie non finisca per strada (o in albergo, per un mese, e poi per strada: di fatto poco cambia) e fare pressione sulle istituzioni affinché venga trovata una soluzione per la famiglia.
Non basta però risolvere il singolo caso: dobbiamo riuscire a mostrare – pretendendo di conseguenza politiche pubbliche coraggiose – quanto sia sempre più diffusa la convinzione che la casa non è una questione privata, ma un diritto fondamentale tanto per i singoli quanto per la società nel suo complesso, perché una città si regge sul contributo di tutte le persone che qui vivono, lavorano, studiano, intessono relazioni, costruiscono progetti di vita.
La forza di una comunità sta nel fatto di sapersi stringere attorno ai singoli, con decisione ed empatia, senza perdere di vista i bisogni collettivi ed elaborando insieme percorsi e strumenti per soddisfarli.
Ci vediamo giovedì in via Rovereto, per una Milano che possiamo tutti chiamare casa.
L’attivismo, si sa, ha dei costi, spesso non indifferenti, in termini di tempo, risorse, energie.
Ti chiediamo per questo un sostegno, anche piccolo, per continuare a supportare la nostra battaglia (che speriamo sia anche la tua!) per il diritto all’abitare e un altro modello di città: inclusiva, equa e accessibile.
Ma perché già che ci siamo non cogliere l’occasione per trasformare questo momento utile in un’opportunità anche per fare festa tutte e tutt* insieme?
Per questo siamo liet* di invitarti al SUPER MEGA PARTY di autofinanziamento con ABITARE SOCIAL CLUB mercoledì 4 febbraio alle ore 19 a @mosso
Ci sarà un aperitivo con offerta libera e poi la possibilità di partecipare prima ad un quiz musicale a squadre a cura di @quasi___quasi e poi ad un’estrazione a premi, con tante belle sorprese donate dagli esercenti del quartiere e da abitanti supporter di ABITARE IN VIA PADOVA.
Cosa aspetti?
Non ci pensare, segna la data sul calendario e vienici a trovare, ci divertiremo un casino!
Non c’è scuola senza casa. Il 27 novembre al Trotter con il CURA Lab del Politecnico di Milano e la scuola e le famiglie del gruppo IC Cappelli. Noi ci saremo. E tu?
L’11 novembre con Abitare in Via Padova, Mutuo Soccorso Milano APS, Centro Occupato Autogestito T28, Unione Inquilini Milano e Sicet Milano saremo impegnat* in due presidi antisfratto in Municipio 2, tra viale Monza e via Leoncavallo grazie alla rete cittadina nata dopo un lavoro di diversi anni che ha unito il lavoro fatto dai sindacati nei quartieri con quello della Rete per il diritto all’abitare e la campagna Chiediamo Casa. Con il Movimento 3 luglio e l’iniziativa di domani proviamo a resistere cercando soluzioni abitative per due famiglie del quartiere in avvicinamento alla manifestazione cittadina per il diritto alla casa e alla città del 22 novembre. Chiediamo casa e una città per tutt*! Basta sfratti e sgomberi. Un’altra città è possibile!
Domani tutte e tutt* in Piazza Gaza (ex Largo Tel Aviv) per una giornata di Festa con @abitare_in_via_padova @chiediamo_casa @al.basell_ @mutuosoccorsomilano_aps e l‘associazionismo del quartiere.
Dalle 12 (se venite presto ci aiutate a sistemare la piazza) fino alle 17. Pranzo condiviso dalle 13. Tante le attività. Speaker corner per le cittadine i cittadini (no pipponi grazie) e poi intrattenimento musicale con la @fanfara_fonc dopo pranzo.
Un momento per stare insieme. In solidarietà al popolo palestineste. E per chiedere che cambi il quartiere e la visione di città a Milano. Via Padova è di tutt*. Dalla gente per la gente.
In questo periodo così difficile per la salute della nostra democrazia non possiamo chiuderci in un guscio aspettando che passi la nottata, ma dobbiamo manifestare apertamente le nostre convinzioni, consolidare e allargare le reti sociali cui spesso ci affidiamo in quanto infrastrutture fondamentali della città, coltivare la memoria storica agendo concretamente sul presente.
Da questo nasce l’esigenza di festeggiare gli ottant’anni della Liberazione in strada, coniugando riflessioni profonde e momenti conviviali, peraltro di fronte a un albergo abbandonato da anni che ci ricorda come la partecipazione democratica alla vita della comunità veda una premessa indispensabile nella rimozione degli ostacoli economici e sociali che, di fatto, limitano la libertà delle persone.
Il tempo non sarà granché, ma scarpe rotte eppur bisogna andar. E portate qualcosa da mangiare e da bere, che a stomaco vuoto si combina poco!
Il ddl sicurezza colpisce tante persone in Italia, in particolare le più marginalizzate: famiglie indigenti, persone senza dimora, migranti e transitanti, soprattutto se prive di documenti, persone razzializzate e private della libertà. Inoltre, criminalizza chi pratica conflitto e solidarietà, colpendo lavoratori e lavoratrici in lotta per i diritti, movimenti per il clima e transfemministi.
Nel mirino della repressione c’è anche chi si oppone alle guerre, come quella genocida contro il popolo palestinese.
Dopo decenni di smantellamento dello stato sociale e dei diritti del lavoro, privatizzando scuola, università, sanità e svendendo le nostre città al capitale finanziario, il DDL sicurezza è lo strumento scelto da questo governo per silenziare il dissenso e le volontà trasformative per continuare a mantenere il potere.
“Sicurezza” è diventata una parola d’ordine per giustificare la violenza della legge; le nostre parole di contrordine sono comunità, collettività, cura, mutualismo, solidarietà, internazionalismo.
Parole forti, radicate in anni di pratiche concrete finalizzate alla costruzione di una sicurezza dal basso, basata sulla giustizia sociale, la coesione e l’accoglienza, e non su discriminazione e paura.
La discussione sul DDL Sicurezza è stata rinviata per ora, ma il governo intensifica le zone rosse: prorogate per altri sei mesi dal prefetto di Milano ed estese a Via Padova, San Lorenzo e Rozzano. La città diventa sempre più militarizzata nel suo spazio pubblico.
Non possiamo rimanere in silenzio: non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo ora. Per questo chiamiamo la città a una mobilitazione diffusa il prossimo sabato 5 aprile a Milano. Con uno speaker corner nell’ambito della giornata.
Convergeremo poi alle 18 in San Babila per far sentire la nostra voce: un’azione unitaria che raccoglie molte realtà, unendo le forze contro la deriva autoritaria nel nostro Paese.
Una mobilitazione per costruire oggi un argine, domani un’alternativa.
L’assemblea, sul progetto di rifacimento di Piazzale Loreto, si terrà a #Mosso in Via Mosso 3, sabato 1 marzo.
Dopo gli svariati e molteplici annunci di inizio dei lavori, è tempo di riprendere il filo del discorso per continuare la discussione pubblica e il percorso di partecipazione iniziato quasi un anno fa con #LaboratorioLoreto.
Intendiamo continuare a mobilitarci per far sentire la nostra voce dopo che dal Comune e dai Municipi sono arrivate poche e laconiche risposte in merito al progetto e ai punti che sollevavamo nella lettera, che insieme alla rete di quartiere, con tutte le associazioni, abbiamo invitato all’amministrazione.
Chiediamo che #PiazzaleLoreto resti una piazza pubblica e che i nostri quartieri restino accessibili e accoglienti per tutte e tutti!
Ci vediamo sabato 1 marzo alle 10h30 a @mossomilano per discuterne e organizzarci insieme.
Un passaggio dell’appello dei centoquaranta urbanisti contro il “Salva Milano” ci ha colpito in maniera particolare:
“Questa proposta di legge cambierà radicalmente il futuro delle nostre città rendendole sempre di più congestionate ed elitarie. Toglierà ai Consigli comunali il potere di controllare che i costruttori e i fondi immobiliari facciano l’interesse pubblico (…). Lo spazio urbano potrà essere occupato da edifici senza un disegno unitario, senza un piano, senza una visione di città se non quella degli operatori e dei fondi immobiliari.”
Come Abitare in Via Padova reclamiamo da anni l’assoluta necessità da parte dell’amministrazione comunale di adottare politiche pubbliche efficaci per affrontare la grave crisi abitativa che colpisce la città, passando anche per una rinegoziazione con gli operatori privati volta ad ottenere un’offerta maggiore di case in affitto a canone sociale.
Chiediamo da tempo che vengano incrementati gli oneri di urbanizzazione portandoli al livello delle altre città europee: questo consentirebbe al pubblico di reperire risorse per il recupero del patrimonio residenziale pubblico oltre che di edifici abbandonati o dismessi.
Il cosiddetto “Salva Milano” invece va esattamente nella direzione opposta, estendo la deregolamentazione urbanistica a tutto il paese, togliendo ai comuni strumenti di pianificazione e indebolendo ulteriormente le posizioni delle amministrazioni locali rispetto a gruppi di interesse privati e ad operatori immobiliari.
Anche per quel che ci riguarda da vicino, tra Via Padova e dintorni le conseguenze sono già pesanti: diventa fondamentale, in un territorio estremamente denso come il nostro, che le istituzioni cambino passo e direzione, con provvedimenti che vadano ad accrescere il patrimonio di edilizia popolare in zona, e non il contrario, come sta accadendo con la svendita delle case pubbliche di MM in Viale Lombardia o lo svuotamento delle case Aler di Via Lulli.
Proprio perché da questa parte della città dove si sta configurando una grossa trasformazione urbanistica, come il progetto di rifacimento di #PiazzaleLoreto, diventa impossibile frenare i processi di gentrificazione in corso e il dilagare della precarietà abitativa, se non si agisce subito.
Per questa ragione saremo al Leoncavallo lunedì 10 febbraio con il Social Forum Abitare, insieme a Chiediamo Casa, ai sindacati e a molti esponenti della lotta per la casa a Milano, per immaginare un modello di città diversa, in direzione ostinata e contraria rispetto a quanto fanno questo Governo e questa amministrazione, quando scelgono di votare il lunedì stesso, in Consiglio Comunale, una mozione bipartisan a favore del “Salva Milano”, con poche voci contrarie e fuori dal coro.
Milano aiutati che il “Salva Milano” non ti aiuta!
Ci vediamo lunedì alle 18, con Ada Colau e tante/i altre/i rappresentanti della rete nazionale e cittadini insieme alle/ai quali chiediamo casa e una città per tutte/i.