UNA CASA PER TUTT*, PER LA CITTÀ E IL QUARTIERE!

Il 4 febbraio Abitare in via Padova organizza in quartiere una passeggiata per il diritto alla casa, a cui tutte le associazioni impegnate sul tema dell’abitare, tutte le abitanti e gli abitanti di via Padova e dintorni sono invitati a partecipare.

Partiamo da due dati di fatto.

PRIMO. In quartiere, dove è ridotta la presenza di insediamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), molti, troppi condomini versano in uno stato di drammatico disagio abitativo: sovraffollamento, uso improprio e a volte anche illegale degli spazi comuni, indebitamento condominiale. Si tratta di spazi abitativi privati, ma le criticità che esprimono hanno implicazioni pubbliche, mettono in sofferenza decine di famiglie e incidono sulla qualità della vita dell’intero territorio. Per queste ragioni non è accettabile che l’amministrazione si limiti ad affermare di non poter fare nulla. Al contrario, può e deve intervenire con azioni di risanamento, come è accaduto e sta accadendo in altre realtà urbane italiane ed europee. Noi sosteniamo che un intervento politico-amministrativo di rigenerazione urbana sui condomini privati può a Milano partire da via Padova per estendersi ad altre situazioni analoghe. 

SECONDO. In realtà da una decina d’anni le amministrazioni milanesi stanno provando a intervenire sul problema, ma con una strategia che fa perno sulle logiche di mercato: gli investimenti pubblici sull’arredo urbano ed edifici dismessi rendono più vivibile il quartiere attirando investimenti di operatori privati a cui si affida la ristrutturazione delle case. Questa politica, unita a strategie di valorizzazione del civismo locale e di branding territoriale (Nolo), ha conseguito dei risultati evidenti, facendo lievitare la domanda di case. Ma ciò ha comportato, con l’assenza di proposte alternative del pubblico: la crescita esorbitante del costo degli affitti e dei prezzi delle compravendite, il peggioramento delle condizioni abitative, laddove in molti casi si è spinta la coabitazione forzata nella lottizzazione degli alloggi in quartiere, l’espulsione dei ceti sociali più fragili ma anche di segmenti crescenti del ceto medio, la difficoltà per chi dispone di redditi bassi e medi di accedere a questo territorio. È il fenomeno che si chiama della “gentrificazione”, già in atto in altre città e nelle periferie. Esso mette a rischio il  tratto distintivo del territorio di via Padova: la sua mescolanza culturale e sociale. Inoltre spezza le reti di accoglienza e protezione sociale (pensiamo a realtà come il Trotter punto di riferimento per le famiglie di origine straniera e non solo), forza lavoratrici e lavoratori a macinare chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro, impoverisce il tessuto sociale e culturale della zona nel nome della messa a valore e della rendita fondiaria. È la città che mangia sé stessa espellendo le persone che la rendono viva e bella.

Siamo lontani da chi ritiene inevitabile la gentrificazione. Al contrario, siamo convinti che tanto si possa fare per contrastare il fenomeno e che tanto possa fare l’Amministrazione per mitigarlo, pur nei limiti delle competenze e all’interno del quadro di riferimento della legislazione regionale e nazionale. Provvedimenti come quelli indicati nell’elenco che segue sono adottabili anche su scala metropolitana, come è accaduto per altre realtà urbane italiane ed europee:  

  • potenziamento delle politiche di incentivazione/disincentivazione fiscale sullo sfitto, introduzione di misure di controllo del fenomeno degli affitti temporanei (turistici, per studenti e lavoratori) per incentivare i piccoli proprietari a mettere le case in affitto a medio e lungo termine;
  • cessazione della vendita del patrimonio ERP, assegnazione delle case vuote, allargamento dell’offerta pubblica di studentati e alloggi per lavoratori precari e migranti, valorizzando e ristrutturando edifici dismessi e abbandonati del patrimonio pubblico e privato;
  • allargamento della dotazione pubblica di alloggi per emergenza abitativa, sospensione dei procedimenti di sfratto per le famiglie in morosità incolpevole;
  • introduzione di una quota di alloggi a canone calmierato per gli interventi immobiliari privati anche di medie e piccole dimensioni;
  • aumento degli oneri di urbanizzazione, che a Milano sono tra i più bassi in Europa, destinando gli introiti all’edilizia sociale e al fondo salvasfratti;
  • apertura di una vertenza con il Governo per l’adozione di provvedimenti tesi a facilitare l’accesso al mercato della casa da parte di giovani e famiglie di ceto medio/basso (mutui agevolati, ecc.)

Tutte queste proposte possono e devono essere discusse, e magari affiancate o sostituite da altre ritenute più efficaci. Ma la discussione sul tema dell’abitare bisogna aprirla. Ora non c’è, e il tema dell’abitare non sembra essere né prioritario, né assunto dall’agenda politica di questa amministrazione e neanche di coloro che si stanno confrontando nella campagna elettorale per le elezioni Regionali, dove di casa si sta parlando pochissimo.

Questa iniziativa, che segue la petizione del giugno scorso in cui sono state raccolte più di 1000 firme, si pone come obiettivo quello di smuovere le acque per costringere i decisori politici ad affrontare il tema della casa, chiamando le istituzioni ad un confronto schietto sulle nostre proposte (dopo che per più di un anno sono state ignorate), al fine di stimolare il dibattito pubblico e far partire politiche abitative degne di una città europea. 

Per questo è importante il 4 febbraio essere in tanti: è la condizione necessaria per iniziare a fare un primo passo per tutte e tutti noi nella direzione giusta. 

START WEARING PURPLE

Giovedì 17 novembre, alle 19.30, proiettiamo a mossoStart wearing purple“, documentario che racconta il percorso di Deutsche Wohnen & Co Einteignen, il movimento che lo scorso anno ha promosso a Berlino il referendum sull’esproprio di grandi gruppi immobiliari per contrastare la speculazione in particolare sul mercato degli affitti.

Ne discutiamo con due persone protagoniste della campagna: Melanie Ort e Mathias Nehls, attivisti della capitale tedesca per il diritto alla casa.

Si tratta di esperienze replicabili a Milano? Cosa possiamo fare qui da noi per garantire un’abitazione dignitosa a tutte le persone che scelgono di vivere nella nostra città?

(Il documentario è sottotitolato in italiano e dura 74 minuti. L’incontro si svolgerà in lingua inglese. Ingresso gratuito.)

Riunioni aperte

Dopo l’assemblea pubblica della scorsa settimana, ci vediamo 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟳 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟭 a Mosso milano, in via Mosso 3 (angolo via Padova) per discutere e organizzare le prossime iniziative sull’abitare: seminari di approfondimento, mobilitazioni, incontri con specifiche comunità dei nostri quartieri e tutto quanto avremo la forza collettiva di portare avanti.

Vi aspettiamo!

ASSEMBLEA DEL 27/10 – UN RESOCONTO

L’assemblea pubblica sui problemi dell’abitare in via Padova è andata bene.

Vi hanno partecipato circa 100 persone, abitanti del quartiere e associazioni provenienti anche da fuori zona.

Hanno portato la loro voce e espresso la disponibilità a condividere su scala cittadina l’impegno per il diritto all’abitare l’Unione Inquilini, il Sicet, le Brigate “Lena Modotti”, il Centro Ascolto Caritas, l’Unione degli Universitari, Legambiente di zona, cittadine/i di Dergano (zona della città con problematiche simili).

Sono intervenuti abitanti del quartiere che hanno esplicitato i termini del problema a partire dal racconto delle loro personali vicende abitative: situazioni di sovraffollamento abitativo e convivenza forzata a causa dell’alto costo dell’affitto; sfratti e difficoltà a rimanere in quartiere; giovani lavoratori con affitto di posti letto in case anguste; forti difficoltà anche per famiglie di ceto medio a comprar casa….volti diversi della crisi abitativa in via Padova e Nolo tenuti insieme dall’impossibilità di poter abitare in zona in condizioni decenti.

Stimolanti anche i contributi di coloro che hanno segnalato l’importanza di riflettere sulle esperienze di housing sociale finora realizzate (per quanto insufficienti) e sulla necessità di censire edifici abbandonati (il residence di via Pasteur, ad esempio) richiedendone una destinazione sociale.

Sono state esplicitate dal Comitato alcune proposte di politiche abitative mirate ad affrontare il problema e a conservare il carattere socialmente composito del quartiere.

Nell’interlocuzione finora avuta con esponenti dell’Amministrazione Comunale e della maggioranza in Comune abbiamo scorto posizioni diverse e articolate, ma le risposte arrivate dall’organo esecutivo sono state finora deludenti ed evasive. L’obiettivo prioritario diventa a questo punto quello di spingere l’attuale Giunta a fare delle politiche abitative una priorità amministrativa. Per far questo occorre coinvolgere sempre più persone nell’iniziativa del Comitato e stringere reti di coordinamento con altre associazioni in città.

Da questo punto di vista, è stato più volte sottolineato che l’assemblea di martedì 27/10 costituisce un momento di ripartenza dell’impegno sulla casa in zona, dopo la raccolta firme di prima dell’estate. Per le prossime settimane ci aspettano i seguenti impegni:

1. le riunioni del comitato ogni lunedì alle 21 (ma non lunedì 31, ci rivediamo il 7 novembre) presso ‘mosso’ (via Mosso 3), aperte a chiunque voglia partecipare alla costruzione dei prossimi percorsi

2. seminari aperti di studio e approfondimento su aspetti delle politiche abitative su scala cittadina/nazionale/europea

3. costruzione/consolidamento di una rete con altre realtà di zona e cittadine

4. Preparazione di iniziative pubbliche in zona (e non solo)

Grazie a tutti per esserci stati. Andiamo avanti!

ASSEMBLEA PUBBLICA SULL’ABITARE

Il caro affitti e il caro casa colpiscono anche a Nolo e nella zona di via Padova, intrecciandosi con le situazioni di degrado abitativo diffuse in questo territorio a prevalente edilizia privata.

Il Comitato per l’abitare in via Padova ha sollevato pubblicamente la questione nei mesi scorsi con incontri pubblici e con proposte contenute in una petizione che ha raggiunto in poche settimane le mille firme.

Queste iniziative non hanno smosso il disinteresse dell’Amministrazione comunale verso la questione, ma hanno ottenuto l’importante risultato di sensibilizzare il quartiere circa la possibilità di fare della questione casa un tema di forte iniziativa politica sostenuta da proposte concrete.

Noi continuiamo: il 27 ottobre, presso 𝓶𝓸𝓼𝓼𝓸 (via Mosso 3, all’angolo con via Padova), alle 18.00 è convocata una assemblea pubblica rivolta a chi ha firmato la petizione e a tutte le persone interessate, per ribadire le nostre richieste e per condividere le prossime iniziative.

Consegna delle prime mille firme

Il prossimo 6 Luglio alle ore 17, presso i locali del Municipio 2 a Cascina Turro, in Piazza del Governo Provvisorio, i promotori della petizione consegneranno le prime mille firme raccolte nel corso dellacampagna di questi ultimi due mesi.
Giovani lavoratori single o in coppia appena arrivati a Milano, famiglie lavoratrici di origineimmigrata, famiglie con figli di ceto medio che hanno bisogno di una stanza in più: in molti, molte e molto diversi in questi due mesi di raccolta firme hanno condiviso con noi le proprie difficoltà ed ansie sull’abitare firmando la petizione.
Nella giornata del 6 Luglio intendiamo rinnovare l’impegno a proseguire con la raccolta firme chiedendo al contempo alle istituzioni locali – gli assessori comunali competenti, il Presidente della Commissione Casa del Consiglio Comunale e l’amministrazione del municipio 2 – di attivare un processo di confronto finalizzato ad introdurre misure concrete, a partire da quelle avanzate nella nostra petizione.
In questi ultimi anni, troppi sono stati gli incontri con l’amministrazione che non hanno portato a esiti concreti. Crediamo non vi sia più tempo e che, per garantire il diritto all’abitare dignitoso nelle aree di Via Padova, Viale Monza e Nolo a chi con redditi modesti ci ha vissuto sino ad ora e a chi vorrebbe venire a viverci, siano necessarie azioni rapide e rilevanti.


Fra le proposte avanzate nella petizione ricordiamo brevemente:
• l’aumento dell’offerta di abitazioni in affitto a canone concordato da parte dei piccoli
proprietari
anche rafforzando l’attività dell’Agenzia pubblica Milano Abitare e con
l’apertura di una sua sede in quartiere;
• l’acquisizione comunale o da parte del privato sociale di appartamenti all’asta o sfitti per ristrutturarli e affittarli a canone sociale;
• prevedere quote di alloggi sociali e a canone concordato nelle nuove costruzioni nel
quartiere utilizzando anche gli oneri di urbanizzazione, che vanno incrementati;
• investire su progetti abitativi temporanei dignitosi per i lavoratori immigrati al fine di
combattere il sovraffollamento ed il mercato nero dei posti letto.


Su tutte queste proposte attiveremo nei prossimi mesi approfondimenti specifici con esperti, attivisti e amministratori anche di altre città europee per articolarle ulteriormente.


Per informazioni riguardo la petizione e in relazione alla giornata del 6 Luglio scrivere a
abitareinviapadova@gmail.com oppure chiamare
Dino, 3201761809
Giacomo, 3282551281


I promotori della petizione: Ass. La Città del Sole – Amici del parco Trotter / Ass. Via Padova Viva / Coop. sociale Comin / Coop. B-Cam / Off Campus Nolo / Villa Pallavicini / Ass. F. Casavola / cittadini attivi del quartiere

SUPERATE LE MILLE FIRME!

In questi due mesi la petizione che abbiamo lanciato sul diritto all’abitare ha preso slancio e, grazie a banchetti e occasioni di incontro culturali, ci siamo confrontati con centinaia di persone sul tema della casa.

Discutendo sono emersi bisogni e speranze comuni e la voglia di lottare per una città in cui tutti abbiano la possibilità di vivere dignitosamente.

Raggiunto e superato il traguardo delle 1000 firme, ci vediamo mercoledì 6 luglio alle 17 per incontrare le istituzioni municipali e comunali presso la Cascina Turro, in piazzale Governo Provvisorio.

Sarà l’occasione per chiedere risposte e azioni concrete e per rilanciare il nostro lavoro, che non si ferma certo qui.