Insieme possiamo garantire che una madre con cinque figlie non finisca per strada (o in albergo, per un mese, e poi per strada: di fatto poco cambia) e fare pressione sulle istituzioni affinché venga trovata una soluzione per la famiglia.
Non basta però risolvere il singolo caso: dobbiamo riuscire a mostrare – pretendendo di conseguenza politiche pubbliche coraggiose – quanto sia sempre più diffusa la convinzione che la casa non è una questione privata, ma un diritto fondamentale tanto per i singoli quanto per la società nel suo complesso, perché una città si regge sul contributo di tutte le persone che qui vivono, lavorano, studiano, intessono relazioni, costruiscono progetti di vita.
La forza di una comunità sta nel fatto di sapersi stringere attorno ai singoli, con decisione ed empatia, senza perdere di vista i bisogni collettivi ed elaborando insieme percorsi e strumenti per soddisfarli.
Ci vediamo giovedì in via Rovereto, per una Milano che possiamo tutti chiamare casa.

