In questo periodo così difficile per la salute della nostra democrazia non possiamo chiuderci in un guscio aspettando che passi la nottata, ma dobbiamo manifestare apertamente le nostre convinzioni, consolidare e allargare le reti sociali cui spesso ci affidiamo in quanto infrastrutture fondamentali della città, coltivare la memoria storica agendo concretamente sul presente.

Da questo nasce l’esigenza di festeggiare gli ottant’anni della Liberazione in strada, coniugando riflessioni profonde e momenti conviviali, peraltro di fronte a un albergo abbandonato da anni che ci ricorda come la partecipazione democratica alla vita della comunità veda una premessa indispensabile nella rimozione degli ostacoli economici e sociali che, di fatto, limitano la libertà delle persone.

Il tempo non sarà granché, ma scarpe rotte eppur bisogna andar. E portate qualcosa da mangiare e da bere, che a stomaco vuoto si combina poco!

Qui il programma della giornata.

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