A Parigi, la pressione sul mercato della casa – sia su quello dell’acquisto sia su quello dell’affitto – è fortissima e con pochi paragoni al mondo. Fra finanziarizzazione immobiliare, pressione turistica ed elevatissima domanda residenziale, i valori sul mercato libero sono aumentati a dei livelli che vanno ben oltre le possibilità non solo dei ceti popolari ma anche delle classi medie.
In questo quadro, una legge nazionale impone ai comuni di raggiungere una quota di almeno il 25% di alloggi sociali sul totale di quelli presenti. Per raggiungere questo obiettivo, il comune di Parigi utilizza una varietà di strumenti, fra i quali una regolazione del livello degli affitti e delle misure volte a ridurre l’uso turistico del patrimonio residenziale. Ma gli strumenti più rilevanti e peculiari riguardano la gestione ed espansione del patrimonio abitativo pubblico.
In particolare, la società Paris Habitat – di proprietà del Comune di Parigi – gestisce un vasto patrimonio pubblico che accresce attraverso acquisizioni di immobili privati, il recupero e la trasformazione di interi edifici sempre privati e anche la costruzione di nuovi immobili. Di frequente tutto questo accade in quartieri nei quali il Comune – attraverso Paris Habitat – ha un potere di prelazione che gli permette di acquistare immobili privati e trasformarli in alloggi sociali. Anche se non sono sufficienti a risolvere la crisi abitativa, a Parigi – diversamente dalle città italiane – queste politiche permettono di accrescere e non diminuire il patrimonio pubblico.
PARIGI E LE POLITICHE PER IL PATRIMONIO PUBBLICO
Con Alice Sotgia, École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais.
Alle ore 18.30, in diretta sulla nostra pagina.
